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giovedì 14 marzo 2013

La Juve si rafforza, Milan e Inter che fanno?


La Juve si muove per costruire la rosa del futuro e sfoltire quella attuale. Il primo obiettivo è Stevan Jovetic, oggetto del desiderio bianconero da più di un anno. Il giocatore, oltre ad essere giovanissimo, ha un rendimento altissimo e costante, proprio il tipo di giocatore cercato dagli Agnelli e voluto da Conte. Il valore del giocatore si aggira sui 30 milioni di euro, ma Marotta vorrebbe limare la cifra magari inserendo qualche contropartita. Ma il patron della Fiorentina, Andrea della Valle, seppure decidesse di far partire il giocatore, non vorrebbe assolutamente vederlo accasare alla Juve con cui i rapporti sono quasi inesistenti dopo l'affare Berbatov dell'anno scorso.

Il sogno di Agnelli, inoltre, è quello di affiancare a Jovetic un ex che gradirebbe molto tornare a vestire la casacca bianconera. Zlatan Ibrahimovic, che è stato alla Juve dal 2004 al 2006, non sembra essersi ambientato molto a Parigi e i rumors di possibili arrivi di Rooney e Cristiano Ronaldo alla corte francese lo spingono a guardarsi intorno. Il Psg, dal canto suo, sarebbe disponibile a cedere l'asso svedese ma in cambio vorrebbe Vidal e Lichtsteiner. Se ne riparlerà sicuramente più avanti.

L'acquisto di due punte apre ovviamente il discorso cessioni. I principali candidati per far posto ai due ipotetici arrivi sono da scegliere tra questi tre: Quagliarella, Giovinco e Matri.

Il mercato delle milanesi al momento è in fase di stallo. Il discorso prioritario per entrambe è capire chi allenerà le due squadre il prossimo anno. Il Milan, prima della partita del Barcellona sembrava dovesse confermare Massimiliano Allegri ma, adesso, il discorso è cambiato e il tecnico è di nuovo in discussione. Il sogno potrebbe essere l'arrivo di Spalletti che sembra vicino all'addio con lo Zenit.




Anche l'Inter è alla ricerca di un tecnico qualora Stramaccioni non fosse riconfermato. Le ultime deludenti prove dei nerazzurri hanno fatto perdere la pazienza a Moratti che vede allontanarsi la qualificazione alla prossima Champions, obiettivo minimo della stagione attuale. Per la panchina dell'Inter si parla di Mazzarri o di Leonardo ma il sogno di Moratti sarebbe quello di riportare a Milano chi ha portato l'Inter sul tetto del mondo, Josè Mourinho.

sabato 16 febbraio 2013

Balotelli trascina il Milan al terzo posto

Quattro gol in tre partite ma soprattutto prestazioni strepitose, da vero leader, hanno trasformato Balotelli dall'incognita legata al suo carattere un pò esuberante a eroe della curva rossonera. In poche partite, il ragazzo ha preso per mano il Milan e l'ha trascinato su al terzo posto, obiettivo minimo per Allegri, e ha dimostrato, per chi ancora ne avesse bisogno, che lui è uno di quei campioni in grado di trasformare la partita. La tifoseria rossonera ha già dimenticato Pato e ha eletto Mario come nuovo beniamino e in tanti già sognano di poter aprire con lui un nuovo ciclo di grandi successi.

Peccato che Super Mario non potrà esserci contro il Barcellona mercoledì a San Siro, avendo già giocato in Champions League con il Manchester City. La sfida contro Messi sarebbe stata affascinante e avrebbe dato più coraggio al Milan, che dovrà affidarsi soprattutto a El Shaarawi, assente ieri sera proprio per essere pronto al big match.

Nella partita di ieri sera, era evidente come la squadra fosse con la testa alla sfida contro i blaugrana. Allegri l'aveva detto nella conferenza stampa del giorno prima che la partita con il Parma non sarebbe stata facile e, infatti, il Milan fin da subito è parso svogliato e poco convincente e solo il goffo intervento in scivolata di Paletta al 39', che ha mandato il pallone in rete alle spalle di Pavarini, ha sbloccato un incontro che sembrava destinato a finire nell'albo dei più noiosi.

Nella ripresa, dopo qualche brivido nella retroguardia rossonera provocato da Amauri, il Milan raddoppia con Balotelli, che segna su calcio di punizione e chiude definitivamente la partita. Nei minuti di recupero, Sansone accorcia le distanze, ma ormai è troppo tardi per recuperare

lunedì 12 novembre 2012

Mister Allegri, meriti tutta questa riconoscenza?


Forse è rimasta solo la dirigenza del Milan ha riporre fiducia nel mister Massimiliano Allegri; a questo punto la quasi totalità dei tifosi vorrebbe vedere il tecnico toscano allontanato dalla panchina rossonera. 
I risultati del Milan in questa stagione sono veramente un pianto amaro: 14 punti in 12 partite in campionato sono uno score da salvezza, tra l'altro con le proibitive partite contro Napoli e Juve alle porte; in Champions la fortunosa vittoria esterna contro lo Zenit ha evitato una situazione analoga; per tutta risposta stamattina è arrivata l'ennesima conferma del mister sulla panchina. Lasciamo perdere il caso il cui ci fosse stato stato Zamparini alla guida del Milan, che probabilmente avrebbe cacciato Allegri dopo 3 sconfitte, ma non si capisce il comportamento in primis di Galliani, sempre pronto a difendere l'indifendibile.Si parla di mancanza di alternative e di riconoscenza nei confronti di un allenatore vincente, con anche l'attenuante di avere una rosa nemmeno paragonabile a quella dell'anno scorso; questo è indubbio, ma io credo invece che sia proprio il mister ad essere il più indegno di questa società. Allegri ha vinto uno scudetto con una squadra nettamente superiore alle avversarie, per poi perdere malamente la semifinale di coppa Italia contro il Palermo qualche giorno dopo e lasciare quindi vincere all'Inter quella coppa; ha vinto la Supercoppa italiana qualche mese dopo per poi riuscire a perdere, da favorito, il campionato dell'anno successivo a favore della Juve; per non parlare delle performance di Champions: due anni fa eliminato dal tutt'altro che irresistibile Tottenham agli ottavi; l'anno scorso eliminato meritatamente dal Barcellona ai quarti, dopo aver rischiato un clamoroso ribaltone ad opera dell'Arsenal negli ottavi (4-0 all'andata per i rossoneri, 3-0 al ritorno per i gunners). Quest'anno ha mostrato di non saper mettere insieme i nuovi giocatori a disposizione, cambiando continuamente moduli ed interpreti, ed il gioco non si vede se non contro qualche avversario nettamente inferiore; se è vero che l'allenatore deve essere prima di tutto un buon motivatore, il comportamento in campo di certi giocatori che sembrano la brutta copia di quelli visti l'anno scorso (Boateng, Nocerino, Robinho) lascia più di qualche dubbio sulle qualità di Allegri. Altra pecca del mister che ogni vero tifoso rossonero non si sarà lasciato sfuggire è l'incapacità di portare la squadra al successo negli scontri diretti contro le "grandi": quasi nessuna partita è stata vinta tra l'anno scorso e quest'anno. 

Infine, le noiose performance mediatiche del tecnico toscano: le sue interviste sono sempre uguali, gli argomenti trattati sempre gli stessi, le risposte ripetitive, la fastidiosa propensione a difendere i propri giocatori qualsiasi sia stato l'andamento della partita, insomma a vedere (o a far credere di vedere) il bicchiere sempre mezzo pieno per smorzare eventuali critiche; a questo proposito è utile citare la famosa frase pronunciata dal mister dopo tre giornate di campionato:« L'anno scorso dopo tre giornate eravamo a 2 punti,ora siamo a 3...e questo è positivo ». No comment. Tutto questo non è forse sintomo di smarrimento?E poi, per quali "imprese" bisogna essere riconoscenti nei confronti di Max Allegri? L'impressione è di uno che tira a campare sperando che qualche risultato casuale lo salvi; e questo è inaccettabile per una società come il Milan.



MF

mercoledì 31 ottobre 2012

Allegri ancora in bilico?

Nemmeno il tempo di pensare di aver scampato l'ennesimo pericolo, che Max Allegri si ritrova con una panchina a dir nulla rovente. Stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il pareggio in rimonta del suo Milan a Palermo non sarebbe infatti piaciuto a Silvio Berlusconiche, a fine gara, avrebbe chiamato Adriano Galliani mettendo il tecnico sotto accusa. In particolare il presidente avrebbe puntato il dito sulla confusione tattica.

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