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venerdì 22 marzo 2013

Calciomercato: Juve, Jovetic o Suarez? Inter su Sanchez

Mancano più di tre mesi alla fine della stagione calcistica ma i grandi club italiani ed europei sono già partiti alla ricerca di giocatori per rinforzare le proprie rose.




In Italia, una delle più attive è la Juventus che, nonostante stia dimostrando di essere la più forte, è sempre alla ricerca di una punta che dia spessore al reparto offensivo. Il primo della lista è Stevan Jovetic, ma la Fiorentina e Della Valle non vogliono cederlo ai bianconeri dopo lo sgarbo di quest'estate. Il secondo nome è quello di Ibrahimovic che però non è benvoluto dai tifosi dopo il "tradimento" nell'anno della retrocessione quando lo svedese non volle seguire la Juve in Serie B e si accasò ai rivali dell'Inter. Il nome più gettonato è quello di Suarez del Liverpool che sta segnando tantissimo in Inghilterra ma che spaventa per il suo temperamento focoso.


La Roma frena le sirene inglesi, in particolare le insistenti richieste di Mancini che vorrebbe al City Lamela e Marquinos, conteso anche dal Barcellona. I giallorossi dichiarano incedibili i propri gioielli, così come Osvaldo che, però, Sabatini spinge verso una difficile ma possibile trattativa con la Fiorentina per arrivare a Jovetic. Per la difesa, occhi puntati su Dusan Basta dell'Udinese

De Laurentis, in una recente intervista ha dichiarato che il Napoli farà cinque innesti quest'estate per rendere più forte una squadra già competitiva. Diakitè, Obiang e Nocerino sono alcuni dei nomi circolati. Cavani è richiesto dai maggiori club d'Europa, ma il presidente non ha dubbi, solo in caso di offerta irrinunciabile (60 milioni) si priverebbe del suo bomber

Il Milan è in cerca di un difensore che faccia dimenticare Thiago Silva. Piacciono Dedè del Vasco de Gama e Ogbonna del Torino. Ma proprio oggi è arrivata la dichiarazione d'amore di Santon che tornerebbe in Italia solo per i colori rossoneri. Anche lui come Balotelli, ha debuttato con l'Inter ma è tifoso del Milan.

L'Inter, col dubbio se tenere o meno Stramaccioni, è vicinissimo a un doppio colpo, Icardi della Sampdoria e, soprattutto, Sanchez dal Barcellona. Il cileno non è riuscito a ripetere le straordinarie prestazioni avute con l'Udinese, finendo spesso in panchina, e vorrebbe tornare in Italia per avere maggiori possibilità di giocare.


In Europa, è notizia di poche ore fa, del pressing del Real Madrid su Aguero (sembra pronta un'offerta di 45 milioni di euro) e Tourè dal City. Ma sull'ivoriano c'è anche il Chelsea di Abramovich.

In Francia, il Psg è indeciso sul futuro di Ibrahimovic. Ancellotti sa che i soldi non sono un problema e vorrebbe provare a convincere la dirigenza a fare un doppio colpo da fantacalcio: C.Ronaldo e Rooney. Più facile arrivare a Nasri, in rotta con il Manchester



La squadra di Mancini ha messo in vendita una folta lista di giocatori tra cui, Dzeko, Milner, Hart, Lescott, Kolarov e lo stesso Nasri. L'obiettivo è quello di vendere giocatori che non rientrano più nei piani della dirigenza per far spazio ai possibili acquisti di Falcao dall'Atletico Madrid e Cavani dal Napoli.


In Germania, infine, il primo acquisto dell'era Guardiola potrebbe essere Lewandowski, attuale capocannoniere della Bundesliga. Il bomber polacco ha, infatti, deciso di non rinnovare il contratto con il Borussia Dortmund ed è sempre più accostato al Bayern Monaco.

mercoledì 13 marzo 2013

Milan, cosa è successo?

Lionel Messi, 25 anni, dopo il primo dei due gol al Milan. ApAlla fine la remuntada c'è stata; ed è stata anche bella pesante. Pur conoscendo la forza del Barcellona, qualsiasi tifoso milanista ci aveva creduto dopo il convincente 2-0 dell'andata, e confidava nel fatto di poter segnare almeno un gol al Nou Camp, gol che avrebbe costretto gli uomini di Villanova a segnare 4 reti; e invece tali speranze si sono infrante sul palo colpito da Niang sull' 1-0: il giovanissimo francese,da solo davanti a Victor Valdes, si è lasciato "ipnotizzare".

Vero è che il dominio di Messi & co. è stato evidente sin dall'inizio: pressing asfissiante, passaggi rapidi e di prima, movimento senza palla: sono bastati 4 minuti al Pallone d'Oro per siglare con una prodezza il vantaggio Barça e mettere paura ai rossoneri, per poi dominare tutto il primo tempo e pareggiare il conto dell'andata ancora con un gran tiro dello stesso Messi. Nel secondo tempo Allegri ha provato ha dare la scossa con alcuni cambi ed il Milan ha risollevato un po' la testa ma non è bastato; e anzi, i blaugrana hanno completato la remuntada con Villa e, in chiusura, con Jordi Alba.

Senza dubbio tutti sotto la sufficienza i milanisti. Difficile stabilire di chi sia stata la colpa di una così pesante debacle: riduttivo dare la colpa ad Allegri, riduttivo darla ai singoli; forse il Barça è troppo superiore come qualità e all'andata ha beccato solo una giornata storta, o forse la paura incussa dai quasi centomila sostenitori spagnoli ha fatto 90, soprattutto nella testa e nelle gambe dei poco esperti in campo europeo (vedi Constant, peggiore in campo); fatto sta che il Milan avrebbe potuto fare di più come collettivo, tenere palla e gestirla con più calma, difendere più stretti su Messi, fare più movimento senza palla. Così non è stato ed ora non rimane che concentrarsi sul campionato, per tornare alla riscossa l'anno prossimo in Champions, magari con qualche innesto dal mercato (oltre a Balotelli) che limi il gap tecnico con le attuali top squadre europee.

MF

martedì 12 marzo 2013

Milan, le mani sulla Champions League

Difficile dire se il Milan possa vincere la Champions quest'anno. Certo, dopo la clamorosa e netta vittoria dell'andata contro gli invincibili catalani, nella testa dei giocatori l'idea di poter fare l'impresa è cresciuta. Ma gli ostacoli sono ancora molti: innanzitutto c'è da giocare il ritorno contro il Barcellona che non vuole ripetere la brutta figura rimediata il 20 febbraio a San Siro. Messi e soci hanno lanciato più di un avviso al Milan, non vogliono solo ribaltare il risultato, vogliono stravincere. Anche Allegri, in conferenza stampa ha dichiarato che bisogna pensare a una cosa per volta, dimenticare il risultato della partita d'andata e giocare come se si partisse dallo 0-0.

Ma quest'anno la rosa delle pretendenti è davvero ampia e tutte possono ambire alla vittoria finale:

Il Real Madrid vuole a tutti i costi la decima coppa, un trofeo che le sfugge dalla stagione 2001-2002, anno dell'ultimo trionfo. Troppo per uno squadrone così blasonato, Mourinho dovrà essere bravo a gestire la pressione della dirigenza e dei tifosi che non vogliono ancora veder fallire questo obiettivo.

La Juventus è una delle outsider. All'inizio della competizione nessuno avrebbe dato molte chance a una squadra che mancava da così tanto tempo e, invece, i bianconeri sono stati bravissimi a giocare le proprie carte conquistando un posto tra le prime otto d'Europa. La squadra di Conte può dire ancora molto, aspettiamoci, dunque, nuove sorprese.

Il Borussia Dortmund gioca tutte le sue carte sulla Champions visto che il campionato ormai è andato. 20 punti da recuperare a un Bayern inarrestabile è un'impresa impossibile. Lewandowski, che quasi certamente lascerà i gialloneri al termine di questa stagione, vuole salutare Dortmund e i suoi calorosi tifosi con un grandissimo regalo..

Il Psg è una delle novità del panorama mondiale, merito degli sceicchi del Qatar che a suon di milioni hanno costruito una grande squadra con Ancellotti alla sua guida. Il problema è che i parigini non sono così amalgamati nè hanno molta esperienza in campo internazionale e la sola voglia irrefrenabile di Ibrahimovic, forse, non basterà per raggiungere la vittoria.

Il Bayern Monaco giocherà domani il ritorno degli ottavi ma, il 3-1 ottenuto in casa dell'Arsenal non ci sono dubbi su chi andrà ai quarti. I bavaresi hanno ucciso il campionato (20 punti sulla seconda) e il loro cammino in Champions è strepitoso. Dopo aver perso due finali nelle ultime tre stagioni, la squadra di Ribery e compagni è probabilmente la principale favorita per la conquista della coppa.

Le altre: Schake04, Galatasaray, Malaga e Porto hanno tutte pari chance di qualificarsi per i quarti ma difficilmente possono ambire a qualcosa di più nonostante la storia ci ricordi che proprio il Porto vinse una Champions nella stagione 2003-2004 partendo da outsider assoluta. Ma questa è un'altra storia.

sabato 2 marzo 2013

Real-Barcellona, occhi puntati sul big match

Fra poco meno di due ore, al Santiago Bernabeu, scenderanno in campo il Real e il Barcellona per il rematch della sfida di coppa vinta dai Blancos che ha permesso loro di qualificarsi per la finale di Valencia ai danni degli eterni rivali catalani.

Gli umori delle due squadre sono diametralmente opposti: il Real proviene dal successo di Copa del Rey in cui ha mostrato un ottimo stato di forma generale, soprattutto nella sua stella Ronaldo autore della doppietta che ha steso i blaugrana. Inoltre, anche se lo scudetto è un risultato ormai proibitivo, dato l'enorme vantaggio accumulato finora dal Barcellona, resta comunque per la squadra di Mourinho l'obiettivo di poter primeggiare negli scontri diretti in questa stagione.

Il Barcellona, invece, attraversa un periodo nero contraddistinto dalle due nette sconfitte rimediate col Milan in Champions e con il Real martedì sera. Le cause di questo calo sono diverse, a cominciare dalla confusione legata alla temporanea sostituzione di Vilanova per motivi di salute e dal calo fisico manifestato da alcuni dei suoi giocatori simbolo. Messi, in queste ultime settimane, è stato sotto tono e la squadra ne ha risentito parecchio. A prendere le difese del campione argentino ci pensa Roura, in panchina al posto di Vilanova, che dichiara come la "pulce" sia stata vittima di un attacco influenzale che ne ha limitato il rendimento. Il Barcellona dovrà fare anche a meno di Xavi, ancora alle prese con la lesione al bicipite femorale che rischia di fargli perdere anche la sfida di ritorno di Champions con il Milan.

mercoledì 20 febbraio 2013

Un Milan da sogno travolge il Barcellona

Doveva essere la partita di Messi e del Barcellona dei record, tutti si chiedevano quanti gol avrebbe subito il Milan, dato per vittima sacrificale dello straordinario squadrone blaugrana e, invece sono stati i rossoneri, con una prova strepitosa per tattica, per spirito di squadra e per coraggio, a fare proprio il match con due gol bellissimi e utilissimi in vista della partita di ritorno.

Nonostante la pesante assenza di Balotelli, che non può giocare in Champions perchè è già sceso in campo europeo in questa stagione con la maglia del Manchester City, il Milan schiera la formazione tipo. Dall'altra parte, lo spauracchio Messi guida l'attacco del Barcellona che, per la trasferta, indossa una divisa di gioco alquanto discutibile. Il primo tempo è privo di particolari emozioni, le due squadre si studiano ed è soprattutto la squadra catalana a fare il gioco con la sua fitta rete di passaggi che, però, questa volta non fa breccia nella retroguardia rossonera guidata da un Ambrosini in gran forma. Ma il Barcellona non sembra essere in gran serata, Messi, Xavi e Iniesta non incidono molto e non giocano come dovrebbero e il Milan, piano piano, prende coraggio.

Nella ripresa arriva la svolta: tiro da 30 metri di Montolivo, un difensore blaugrana devia sul braccio di Zapata ma l'arbitro non fischia e lascia giocare. Sulla palla s'avventa Boateng che scarica in porta e batte Valdes. Il Barcellona subisce psicologicamente il gol e finisce in balia delle manovre rossonere che approfittano degli ampi spazi per spingere in contropiede. Al 29' della ripresa Allegri, che stasera ha realizzato un autentico capolavoro di tattica non sbagliando assolutamente nulla, sostituisce Pazzini per Niang. E' proprio lui, che da lontano sembra Balotelli, ad innescare l'azione del raddoppio: riceve palla e l'appoggia ad El Shaarawy che serve l'accorrente Muntari con un morbido pallonetto che il ghanese mette in rete al volo per il 2-0 che chiude l'andata degli ottavi e scatena la festa in campo e sugli spalti.