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giovedì 11 aprile 2013

Juve, il Bayern è veramente troppo forte?

Champions JuveBayern Monaco  biglietti esauritiCiò che si era visto all'andata si è riproposto ieri sera: Juve inconcludente e Bayern padrone del campo; anche il risultato è lo stesso dell'andata: 2-0 per i bavaresi, questa volta con gol di Mandzukic e Pizarro. Una brutta eliminazione dalla Champions per i Campioni d'Italia nonchè dominatori dell'attuale campionato italiano; ma se molti giornali convergono nell'affermare che il Bayern è nettamente più forte dei bianconeri, allora ne consegue che il campionato italiano è di mediocre livello? Oppure che, siccome più impegnativo e più competitivo, le squadre italiane impegnate su più fronti fanno fatica a farne fronte? Sicuramente i grossi investimenti delle top squadre europee per accaparrarsi i migliori giocatori del mondo, grazie ai ricconi arabi o indebitando oltremisura le società stesse, hanno generato un gap tecnico a sfavore delle squadre italiane, per le quali certe spese sono improponibili; e così è normale per noi pagare un po' dazio. Però, allo stesso tempo, è azzardato e ingeneroso affermare che la Juve sia nettamente inferiore al Bayern Monaco; alla vigilia della sfida questo non lo si pensava e anche adesso forse è più giusto dare la colpa alle condizioni atletiche e fisica precarie dei bianconeri in questo momento della stagione, date dalle tante energie spese in campionato (Il Bayern è già campione di Germania con svariate giornate d'anticipo, mentre la Juve ha dovuto sudarsi la vittoria anche contro il modestissimo Pescara) e da qualche infortunio non pienamente recuperato (Asamoah, Chiellini, Isla, Vucinic); se poi consideriamo un po' di sfortuna, soprattutto all'andata con le indecisioni di Buffon, ecco che la sconfitta ci può stare, senza per forza pensare di aver perso contro uno squadrone imbattibile. Questo discorso, naturalmente, non deve fungere da alibi per la Juve e anzi, la dirigenza farebbe bene a cominciare a  pensare alla prossima stagione e a qualche possibile acquisto, magari la famosa punta di "peso" che i tifosi aspettano da tempo e qualche ala di qualità, nonchè un vice-Pirlo,che forse comincia a sentire il peso delle troppe partite giocate.


MF

giovedì 4 aprile 2013

1 2 3 un Real da semifinale!!!

Il Real ha un obiettivo dichiarato, vincere la decima Coppa dei Campioni per entrare nella storia della competizione. Sulla sua strada si trova di fronte il sorprendente Galatasaray guidato da Terim. La squadra turca a gennaio ha rinforzato la sua rosa con due innesti di spessore, Drogba e Sneijder. E' anche la sfida tra i due capocannonieri di questa edizione della Champions, Ronaldo e Yilmaz, entrambi a quota 8 gol.

Partono subito forte i padroni di casa e alla prima azione passano in vantaggio: Ozil incrocia in area per Ronaldo che stoppa di destro e scavalca di sinistro Muslera in uscita. Il Galatasaray subisce il colpo e fatica a superare i blancos. Al 25' Drogba prova da fuori area ma Lopez respinge di pugno. E' un fuoco di paglia, infatti passano pochi minuti e il Real raddoppia: cross di Essien dalla destra, Ronaldo manca l'impatto di testa ma la palla finisce sui piedi di Benzema che appoggia senza problemi alle spalle di Muslera. Nel finale Ebouè potrebbe riaprire il match ma spara sul corpo di Lopez.
Terim nella ripresa sostituisce l'evanescente Sneijder con Ghokan ma la situazione non cambia e la squadra turca non riesce ad impensierire la retroguardia madrilena, che chiude ogni tentativo offensivo di Drogba e compagni. Al 65° Mourinho dà spazio ad Higuain, che dopo soli 7 minuti dal suo ingresso ripaga la fiducia del mister insaccando il goal del 3-0 con un preciso colpo di testa alla destra di Muslera.

Grande prova di forza della squadra di Mourinho che impone il suo gioco travolgendo un Galatasaray incapace di contenere la grande tecnica dei blancos. Il Real vince meritatamente 3-0 e mette una seria ipoteca sulla qualificazione alla semifinale.

mercoledì 3 aprile 2013

Juve: vincono il Bayern e la paura.


Dopo aver chiuso con 8 giornate di anticipo il discorso Meisterschale, il Bayern fa la voce grossa anche nei quarti di finale di andata di Champions League, mettendo sotto la Juventus già dopo 24'' secondi, e legittimando la prestazione in tutti i 90° minuti. La Juventus subisce prima il contraccolpo del goal a freddo, poi sotto la pressione costante del Bayern si fa prendere dalla paura, evidenziata dal numero infinito di passaggi sbagliati e soprattutto dalle due decisive incertezze di Buffon.



Pronti via e il Bayern è già in vantaggio dopo appena 24" secondi con un gran tiro di Alaba lievemente sporcato da Vidal che sorprende Buffon, non perfetto. La Juventus però sembra reagire bene,  prima sfiorando la traversa con una bella punizione di Pirlo, e subito dopo con una bella conclusione di Vidal che sibila a pochi centimetri dal palo. Esce Kroos per infortunio, lascia il posto a Robben e qui si spegne la Juve , perché i pericoli raddoppiano, se prima arrivavano solo dalla sinistra con Ribery, ora arrivano anche da destra tanto che Peluso e Lichtsteiner sono surclassati, il tiro a botta sicura di Robben sull'iniziativa di Muller sul quale Buffon compie un autentico miracolo e lo slalom funambolico di Ribery con tiro finale a fil di palo ne sono la dimostrazione. La Juventus si riaffaccia solo nel finale con un paio di colpi di testa senza alcuna pretesa.
Il secondo tempo comincia con un ritmo notevolmente più basso ma la pressione del Bayern è sempre costante, e il goal non tarda ad arrivare, al 15' Mandzukic, in sospetto fuorigioco, raccoglie una respinta corta di Buffon su tiro di Luis Gustato, e serve un cioccolatino a Muller che non deve far altro che appoggiare comodamente in rete. La partita è ormai chiusa, la Juve cambia la coppia d'attacco e proprio dai piedi di Vucinic appena entrato, parte una bella azione che porta al tiro Vidal, ma la conclusione non impensierisce Neuer. Purtroppo è un episodio isolato perché il Bayern tiene sempre il pallino del gioco. 
Finisce 2-0 all'Allianz Arena, con un Bayern straripante, servirà una Juve diversa a Torino, più forte anche considerando le squalifiche di Lichtsteiner e Vidal comunque stasera migliore in campo.


PAGELLE:

JUVENTUS 
Buffon 5 
Chiellini 5,5
Barzagli 5 
Lichtsteiner 5
Peluso 4 / Pogba s. v. 
Marchisio 5
Pirlo 5
Vidal 5,5
Quagliarella 4/ Vucinic 5,5
Matri 4/ Giovinco s. v.

BAYERN
Neuer 6
Dante 6
Lahm 7
Alaba 7
Van Buyten 6
Luis Gustavo 7
Schweinsteiger 6,5
Kroos s. v. / Robben 8
Ribery 8/ Shaqiri s. v. 
Muller 8
Mandzukic 6,5/ Gomez s. v.

 di Andrea Tosti


















mercoledì 13 marzo 2013

Milan, cosa è successo?

Lionel Messi, 25 anni, dopo il primo dei due gol al Milan. ApAlla fine la remuntada c'è stata; ed è stata anche bella pesante. Pur conoscendo la forza del Barcellona, qualsiasi tifoso milanista ci aveva creduto dopo il convincente 2-0 dell'andata, e confidava nel fatto di poter segnare almeno un gol al Nou Camp, gol che avrebbe costretto gli uomini di Villanova a segnare 4 reti; e invece tali speranze si sono infrante sul palo colpito da Niang sull' 1-0: il giovanissimo francese,da solo davanti a Victor Valdes, si è lasciato "ipnotizzare".

Vero è che il dominio di Messi & co. è stato evidente sin dall'inizio: pressing asfissiante, passaggi rapidi e di prima, movimento senza palla: sono bastati 4 minuti al Pallone d'Oro per siglare con una prodezza il vantaggio Barça e mettere paura ai rossoneri, per poi dominare tutto il primo tempo e pareggiare il conto dell'andata ancora con un gran tiro dello stesso Messi. Nel secondo tempo Allegri ha provato ha dare la scossa con alcuni cambi ed il Milan ha risollevato un po' la testa ma non è bastato; e anzi, i blaugrana hanno completato la remuntada con Villa e, in chiusura, con Jordi Alba.

Senza dubbio tutti sotto la sufficienza i milanisti. Difficile stabilire di chi sia stata la colpa di una così pesante debacle: riduttivo dare la colpa ad Allegri, riduttivo darla ai singoli; forse il Barça è troppo superiore come qualità e all'andata ha beccato solo una giornata storta, o forse la paura incussa dai quasi centomila sostenitori spagnoli ha fatto 90, soprattutto nella testa e nelle gambe dei poco esperti in campo europeo (vedi Constant, peggiore in campo); fatto sta che il Milan avrebbe potuto fare di più come collettivo, tenere palla e gestirla con più calma, difendere più stretti su Messi, fare più movimento senza palla. Così non è stato ed ora non rimane che concentrarsi sul campionato, per tornare alla riscossa l'anno prossimo in Champions, magari con qualche innesto dal mercato (oltre a Balotelli) che limi il gap tecnico con le attuali top squadre europee.

MF

martedì 12 marzo 2013

Milan, le mani sulla Champions League

Difficile dire se il Milan possa vincere la Champions quest'anno. Certo, dopo la clamorosa e netta vittoria dell'andata contro gli invincibili catalani, nella testa dei giocatori l'idea di poter fare l'impresa è cresciuta. Ma gli ostacoli sono ancora molti: innanzitutto c'è da giocare il ritorno contro il Barcellona che non vuole ripetere la brutta figura rimediata il 20 febbraio a San Siro. Messi e soci hanno lanciato più di un avviso al Milan, non vogliono solo ribaltare il risultato, vogliono stravincere. Anche Allegri, in conferenza stampa ha dichiarato che bisogna pensare a una cosa per volta, dimenticare il risultato della partita d'andata e giocare come se si partisse dallo 0-0.

Ma quest'anno la rosa delle pretendenti è davvero ampia e tutte possono ambire alla vittoria finale:

Il Real Madrid vuole a tutti i costi la decima coppa, un trofeo che le sfugge dalla stagione 2001-2002, anno dell'ultimo trionfo. Troppo per uno squadrone così blasonato, Mourinho dovrà essere bravo a gestire la pressione della dirigenza e dei tifosi che non vogliono ancora veder fallire questo obiettivo.

La Juventus è una delle outsider. All'inizio della competizione nessuno avrebbe dato molte chance a una squadra che mancava da così tanto tempo e, invece, i bianconeri sono stati bravissimi a giocare le proprie carte conquistando un posto tra le prime otto d'Europa. La squadra di Conte può dire ancora molto, aspettiamoci, dunque, nuove sorprese.

Il Borussia Dortmund gioca tutte le sue carte sulla Champions visto che il campionato ormai è andato. 20 punti da recuperare a un Bayern inarrestabile è un'impresa impossibile. Lewandowski, che quasi certamente lascerà i gialloneri al termine di questa stagione, vuole salutare Dortmund e i suoi calorosi tifosi con un grandissimo regalo..

Il Psg è una delle novità del panorama mondiale, merito degli sceicchi del Qatar che a suon di milioni hanno costruito una grande squadra con Ancellotti alla sua guida. Il problema è che i parigini non sono così amalgamati nè hanno molta esperienza in campo internazionale e la sola voglia irrefrenabile di Ibrahimovic, forse, non basterà per raggiungere la vittoria.

Il Bayern Monaco giocherà domani il ritorno degli ottavi ma, il 3-1 ottenuto in casa dell'Arsenal non ci sono dubbi su chi andrà ai quarti. I bavaresi hanno ucciso il campionato (20 punti sulla seconda) e il loro cammino in Champions è strepitoso. Dopo aver perso due finali nelle ultime tre stagioni, la squadra di Ribery e compagni è probabilmente la principale favorita per la conquista della coppa.

Le altre: Schake04, Galatasaray, Malaga e Porto hanno tutte pari chance di qualificarsi per i quarti ma difficilmente possono ambire a qualcosa di più nonostante la storia ci ricordi che proprio il Porto vinse una Champions nella stagione 2003-2004 partendo da outsider assoluta. Ma questa è un'altra storia.

martedì 5 marzo 2013

Il Real ai quarti ma il Manchester recrimina

Doveva essere la notte di Van Persie o dell'ex, mai dimenticato, Ronaldo e, invece, è stata la notte di Cakir, arbitro turco, che con un errore decisivo e clamoroso nel secondo tempo ha falsato un match fino a quel momento bellissimo e giocato con grande intensità da entrambe le squadre. Al 55' un normale, anche se un pò scoordinato, intervento di Nani sulla palla finisce per colpire Arbeloa. L'arbitro a sorpresa estrae il rosso, mandando anzitempo il portoghese negli spogliatoi, facendo infuriare Ferguson che viene trattenuto a stento dal suo tentativo di entrare in campo. Persino Mourinho viene ripreso dalle telecamere a parlare a lungo con il suo maestro. Probabilmente anche per lui l'espulsione era inesistente. Da quel momento il match, che vedeva in vantaggio il Manchester per 1-0, cambia totalmente e il Real riesce a ribaltare il risultato qualificandosi ai quarti di finale.

Dopo l'1-1 dell'andata al Santiago Bernabeu, il Real aveva assolutamente bisogno di una vittoria per passare il turno, ma nel primo tempo l'unica azione dei blancos è al 10' con Higuain che prova con un tiro a giro sul secondo palo non centrando lo specchio della porta. E' il Manchester, invece, a creare le più ghiotte occasioni da gol: al 20' colpo di testa di Vidic su calcio d'angolo che batte Lopez ma il palo salva il Real. Al 33' è il sostituto di Casillas a rendersi protagonista con due interventi consecutivi sul tiro di Van Persie prima e poi su Wellbeck.

Nella ripresa i Red Devils colpiscono. Varane, fino a quel momento uno dei migliori, si fa rubare palla sulla linea di fondo da Nani che mette subito al centro. Ramos tenta la respinta, ma la leggera deviazione di Wellbeck lo manda fuori tempo facendogli spedire la palla alle spalle di Lopez.

Il Real è alle corde e sembra sul punto di crollare quando avviene il fattaccio: la difesa madrilena spazza via la palla dalla sua area, Nani segue la traiettoria e cerca lo stop al volo ma non si accorge dell'arrivo di Arbeloa. Lo scontro è inevitabile e i due rimangono a terra. Tutti si aspettano, alla ripresa del gioco, una palla a due e invece l'arbitro decide per un inesistente gioco violento di Nani e lo espelle con un rosso diretto. I momenti seguenti sono un autentico putiferio, con Ferguson che prima tenta di entrare in campo e poi incita i propri tifosi in cerca di supporto.

A quel punto il Real si riveglia e, dopo qualche minuto di assestamento, cambia marcia e approfitta della superiorità numerica per cambiare la storia del match. Modric, entrato da poco in campo, tira da fuori area e insacca per il pareggio. Passano solo due minuti e le merengues trovano il raddoppio: Ozil serve in area Higuain, l'argentino vede il taglio di Ronaldo e gli mette sui piedi un pallone che il portoghese appoggia con facilità in rete regalando ai suoi il gol che vale la qualificazione.

Nei minuti finali, il Manchester si butta a testa bassa in avanti alla ricerca dell'impresa disperata ma Lopez, con due interventi prodigiosi, nega il gol agli inglesi.

Il Real va agli ottavi e Mourinho può continuare il suo sogno di portare a Madrid la decima coppa. Esce il Manchester, che non meritava certamente la sconfitta e che può, giustamente, recriminare per l'arbitraggio indecente del turco Cakir

lunedì 4 marzo 2013

Champions League, riparte la caccia ai quarti

Nemmeno il tempo prendere fiato dopo l'emozionante fine settimana di campionato che è subito l'ora della Champions League. Il programma degli ottavi, diviso in due settimane è davvero ricco: si comincia domani sera con il ritorno tra Manchester United e Real Madrid che all'andata hanno dato vita a un match davvero bello, terminato 1-1 ma che lascia un piccolo vantaggio ai Red Devils in virtù del gol segnato al Santiago Bernabeu. Le due squadre vengono entrambe da risultati positivi in campionato: il Manchester ha travolto il Norwich grazie allo show del giapponese Kagawa, autore di una tripletta. Il Real, invece, ha sconfitto per la seconda volta consecutiva il Barcellona, superato per 2-1 in casa, continuando così la crisi nera della squadra di Messi.
Il secondo match del martedì è tra il Borussia Dortmund e lo Shaktar Donetsk. I tedeschi, dopo aver acciuffato il pari negli ultimi minuti nella partita d'andata, vogliono chiudere in fretta la pratica degli ottavi e puntano forte sullo straordinario momento di forma del bomber polacco Lewandowski, autore della doppietta che ha schiantato l'Hannover portandolo al primo posto della classifica cannonieri. Lo Shaktar parte nettamente sfavorito, il campionato ucraino è ripreso soltanto venerdì con la netta vittoria per 4-1 contro il Volin', ed essendo in ritardo di condizione rispetto ai tedeschi, proveranno a sorprendere gli avversari innescando i veloci contropiedi di Douglas Costa.

Mercoledì sarà la volta della Juventus che, dopo la rotonda vittoria al Celtic Park di Glasgow, attuerà sicuramente il turnover per dare spazio a chi ha giocato meno finora. Il Celtic, d'altro canto, giocherà a Torino cosciente di non aver più nulla da perdere e vorrà quindi vendicare l'umiliante sconfitta della partita d'andata. Starà a Conte far sì che non ci siano cali di concentrazione tra i giocatori bianconeri.

Psg e Valencia chiudono la prima parte degli ottavi. I transalpini hanno vinto in Spagna per 2-1 e possono giocare con relativa tranquillità seppure dovranno fare a meno di Ibrahimovic squalificato per due giornate per fallo di reazione nella partita d'andata

mercoledì 20 febbraio 2013

Un Milan da sogno travolge il Barcellona

Doveva essere la partita di Messi e del Barcellona dei record, tutti si chiedevano quanti gol avrebbe subito il Milan, dato per vittima sacrificale dello straordinario squadrone blaugrana e, invece sono stati i rossoneri, con una prova strepitosa per tattica, per spirito di squadra e per coraggio, a fare proprio il match con due gol bellissimi e utilissimi in vista della partita di ritorno.

Nonostante la pesante assenza di Balotelli, che non può giocare in Champions perchè è già sceso in campo europeo in questa stagione con la maglia del Manchester City, il Milan schiera la formazione tipo. Dall'altra parte, lo spauracchio Messi guida l'attacco del Barcellona che, per la trasferta, indossa una divisa di gioco alquanto discutibile. Il primo tempo è privo di particolari emozioni, le due squadre si studiano ed è soprattutto la squadra catalana a fare il gioco con la sua fitta rete di passaggi che, però, questa volta non fa breccia nella retroguardia rossonera guidata da un Ambrosini in gran forma. Ma il Barcellona non sembra essere in gran serata, Messi, Xavi e Iniesta non incidono molto e non giocano come dovrebbero e il Milan, piano piano, prende coraggio.

Nella ripresa arriva la svolta: tiro da 30 metri di Montolivo, un difensore blaugrana devia sul braccio di Zapata ma l'arbitro non fischia e lascia giocare. Sulla palla s'avventa Boateng che scarica in porta e batte Valdes. Il Barcellona subisce psicologicamente il gol e finisce in balia delle manovre rossonere che approfittano degli ampi spazi per spingere in contropiede. Al 29' della ripresa Allegri, che stasera ha realizzato un autentico capolavoro di tattica non sbagliando assolutamente nulla, sostituisce Pazzini per Niang. E' proprio lui, che da lontano sembra Balotelli, ad innescare l'azione del raddoppio: riceve palla e l'appoggia ad El Shaarawy che serve l'accorrente Muntari con un morbido pallonetto che il ghanese mette in rete al volo per il 2-0 che chiude l'andata degli ottavi e scatena la festa in campo e sugli spalti.


giovedì 14 febbraio 2013

Ottavi di Champions League, i verdetti delle prime quattro partite

Si spengono i riflettori sulla prima settimana degli ottavi di Champions League con i pareggi tra Real e Manchester di ieri sera. Martedì, invece, era stata la volta della Juventus che aveva travolto con un perentorio 3-0 il Celtic a Glasgow e del Psg uscito vittorioso per 2-1 dal Mestalla contro il Valencia.




La Juventus si è presentata nella bolgia di Glasgow senza alcun timore dando prova di essere una grande squadra e mettendo in chiaro l'intenzione di voler arrivare sino in fondo. I tre gol rifilati al Celtic assicurano, a meno di follie nella gara di ritorno, il passaggio ai quarti e il diritto di far parte delle migliori otto d'Europa. E' presto per dire se la Juventus potrà vincere la Champions League, il Celtic s'è dimostrata una squadra non all'altezza delle aspettative e i bianconeri hanno vinto con disarmante facilità senza soffrire quasi mai. Bisognerà quindi aspettare avversarie di un altro livello per vedere dove potrà arrivare la squadra di Conte.



Il Psg domina il suo ottavo dando spettacolo al Mestalla segnando due splendidi gol con gli argentini Lavezzi e Pastore, ma rovinando la sua prestazione nel finale quando subisce prima il gol di Rami che riapre le speranze degli spagnoli e dopo con l'espulsione di Ibrahimovic per un'entrataccia su Guardado (oltre allo svedese sarà squalificato anche Verratti che era diffidato ed è stato ammonito). I francesi non sono favoriti per la conquista del titolo ma sono una squadra davvero ostica e ben messa in campo da Ancelotti ma che deve ancora limare alcuni difetti dovuti all'inesperienza a così alti livelli.


Il pareggio tra Real e Manchester accontenta solo gli inglesi che possono quindi aspettare l'arrivo all'Old Trafford dei rivali spagnoli con molta più tranquillità. La partita è stata un susseguirsi di azioni dall'una e dall'altra parte. Sono stati soprattutto i padroni di casa a fare il gioco, ma ogni volta che la palla passava tra i piedi dei Red Devils erano guai dalla parte di Diego Lopez. In avvio, al 5' Coentrao prova a girare a rete ma il tiro impatta sul palo più lontano. Le incursioni di Ronaldo e di Di Maria sono devastanti e sembra che da un momento all'altro il Real possa affondare il colpo. Arriva invece il vantaggio ospite: su azione di calcio d'angolo, poderoso stacco di testa di Welbeck che anticipa l'intervento di Ramos e batte Lopez. Il Real però non si abbatte e si lancia subito alla ricerca del pari. E' proprio l'uomo più atteso della partita e che giocava contro il suo passato a mettere in rete al 29': Coentrao spinge sulla sinistra e crossa al centro dove svetta più in alto di tutti Ronaldo che con un millimetrico colpo di testa supera De Gea. Il portoghese, sportivamente non esulta. Sul finire del primo tempo ancora due sussulti: prima con il Real che reclama un rigore per atterramento di Di Maria da parte di Jones, ma l'arbitro fa segno di continuare a giocare. Dopo con Welbeck che devia un cross da sinistra di Van Persie deviato in angolo dal sorprendente Lopez. Nella ripresa, al 60', cross da destra di Khedira su cui interviene in scivolata Coentrao ma De Gea con un intervento da portiere di calcio a 5 salva di piede in angolo. A questo punto i ritmi si abbassano ed è il Manchester a tentare il colpaccio ma per ben due volte manca di poco il bersaglio con Van Persie che colpisce una traversa e sfiora la rete scavalcando Lopez con un pallonetto salvato sulla linea da Xabi Alonso. La partita termina 1-1 e il discorso qualificazione è ancora aperto, ma è il Manchester a uscire sorridente dal campo.




La sfida tra Shaktar e Borussia è funestata all'avvio dalla notizia della morte di cinque tifosi della squadra ucraina in un incidente aereo avvenuto alle 18.35, che stavano andando allo stadio ad assistere i loro beniamini. Prima dell'inizio le due squadre si sono raccolte a centrocampo per un minuto di raccoglimento.
Parte bene il Borussia che mette subito alle corde i padroni di casa. Il campionato ucraino è fermo da due mesi e si vede, il primo tiro arriva solo al 26'. Al 31', Srna, l'uomo più rappresentativo dello Shaktar, pennella una punizione dal limite che trova impreparato Weidenfeller regalando il sorprendente vantaggio alla squadra di casa. Al 42' i tedeschi trovano il pari con un'azione ai limiti del ridicolo: Lewandowski tenta il tiro ma liscia il pallone facendo scontrare Fernandinho e Chygrynskiy intervenuti per deviare la palla e lasciando così campo aperto al bomber giallonero di depositare in rete.
Nella ripresa Chygrynskiy lancia dalla sua area, Hummels manca l'intervento e Douglas Costa, appena entrato, stoppa e tira al volo di sinistro mettendo il pallone sotto al sette. La reazione del Borussia è travolgente e si concretizza nel finale proprio con Hummels che si fa perdonare l'erroraccio precedente raggiungendo il pari con un colpo di testa da azione d'angolo.
Bellissima partita alla Donbass Arena, giocata meglio dagli ospiti, sicuramente più in forma ma con una difesa a volte imbarazzante e che lascia aperte le porte per la qualificazione al turno successivo per entrambe le compagini.

giovedì 8 novembre 2012

La Juve passeggia, ma il Chelsea complica il discorso qualificazione.

Juventus vincente e convincente ieri sera allo Juventus Stadium contro i modesti danesi del Nordsjelland; è stata una passeggiata per i bianconeri che già nel primo tempo avevano chiuso la pratica: ha aperto le danze Marchisio, migliore in campo, e Vidal ha raddoppiato con un gol di furbizia; il gol di pregevole fattura di Giovinco ha permesso di andare al riposo con 3 gol di vantaggio; Quagliarella ha messo il punto esclamativo sulla prima vittoria in Champions della Juve. Però l'attenzione dei campioni d'Italia è stata in gran parte per l'altro match del girone tra Chelsea e Shaktar Donetsk: il pareggio sarebbe stato il risultato più favorevole, ma i campioni d'Europa hanno trovato il guizzo vincente all'ultimo respiro con il gol di Moses ed hanno complicato il discorso qualificazione per i bianconeri, ai quali serviranno 4 punti nelle ultime due partite, proprio contro Chelsea (in casa) e Shaktar (fuori casa, in Ucraina); infatti la classifica attuale vede la Juventus al terzo posto del girone con 6 punti, con inglesi ed ucraini a 7. Vista la netta superiorità mostrata ieri, i campioni d'Italia avranno sicuramente qualche rimpianto per i due punti persi nella partita di andata contro i danesi, sciaguratamente pareggiata.

PAGELLE JUVENTUS:

Buffon s.v.,Barzagli 6.5, Bonucci 6.5, Chiellini 6, Isla 6.5, Vidal 7, Marchisio 7.5, Pirlo 7, Asamoah 6.5, Giovinco 6.5, Matri 5.5
Lucio 6, Pogba 6, Quagliarella 7.

MF

mercoledì 7 novembre 2012

Juve, metti da parte l'arroganza e riparti dalla Champions

La sconfitta subita in casa pochi giorni fa ha lasciato dei segni in casa juventina. Il morale era a mille e il record di imbattibilità dava sicurezza finché l'Inter ha riportato la squadra di Conte nel mondo reale. Ma ora bisognerà ripartire, cercando di ottenere la prima vittoria in Champions League che le farebbe fare un gran passo verso gli ottavi di finale. E i danesi del Nordsjaelland sono di certo un buon banco di prova per vedere se la Juventus si è già ripresa mettendo alle spalle la sfida di sabato scorso.

La Juve, inoltre, dovrà ripartire mettendo da parte quell'eccessiva arroganza rappresentata dall'atteggiamento fastidioso e, a volte, eccessivo dei suoi dirigenti. Il calcio non è in funzione della Juventus, ma l'esatto contrario e rendersi antipatici a tutti i costi mettendosi contro l'intero panorama calcistico italiano non le fa bene. La Juve è una signora squadra che ha vinto tanto nel corso della sua storia e che ha ottenuto gran parte dei suoi successi senza polemiche e chiacchiere inutili dimostrando a tutti di essere la più forte. E' ora di tornare finalmente a giocare sul campo per vedere chi è il migliore.

Il ritorno del papero

Il Milan, dopo la strabordante vittoria con il Chievo non si ripete contro gli spagnoli del Malaga giocando una partita sottotono seppure di maggior spessore rispetto alle precedenti partite di Champions. Ma la notizia è il ritorno al gol di Pato che gioca, se non sbaglio, la sua quarta partita consecutiva senza subire infortuni.

Partenza lanciata della squadra di Allegri che sfiora più volte il vantaggio con Bojan ed Emanuelson. Ma al 40' è la squadra allenata da Pellegrini a passare con Eliseu ben servito da Isco. Il Milan rientra nella ripresa più convinto e si lancia furiosamente in attacco alla ricerca del pari, senza però incidere più di tanto. Al 73' si sveglia finalmente Pato, finora assente dalla scena, che di testa anticipa tutti sul cross di Costant e insacca salvando il Milan dalla sconfitta casalinga. La squadra rossonera mantiene così un leggero vantaggio sulle inseguitrici, ma la strada verso gli ottavi è ancora molto lunga.

Pato è ancora un punto interrogativo, è spesso fuori dal gioco e irritante agli occhi dei tifosi che ricordano bene le sue devastanti progressioni. La sua è stata una partita con più ombre che luci ma il gol potrebbe aiutarlo a sbloccarsi ora che gli infortuni sembrano finalmente averlo lasciato in pace.